Il 14 settembre si celebra il World Atopic Eczema Day, la Giornata Mondiale della Dermatite Atopica. Quest’anno il tema scelto dalla comunità internazionale dei pazienti è #BreakTheInvisibleBurden, spezzare il peso invisibile: un invito a rendere visibile tutto ciò che della DA non si vede, ma si vive ogni giorno.
Perché “invisibile”? Perché la dermatite atopica continua a essere percepita, anche da chi dovrebbe occuparsene a livello di politiche sanitarie, come “solo un’eruzione cutanea”. Una definizione che schiaccia una malattia cronica e infiammatoria in una superficie, quando in realtà il suo peso attraversa il sonno, il lavoro, la scuola, le relazioni, l’equilibrio psicologico di chi ne convive.
Il tema di quest’anno nasce per sostenere la Risoluzione sulle malattie della pelle, adottata dagli Stati membri alla 78ª Assemblea Mondiale della Sanità, che per la prima volta riconosce le patologie cutanee come priorità di salute pubblica globale. Una risoluzione che serve a poco se non si traduce in azioni concrete nei singoli paesi.
Il peso della DA, quello che la campagna internazionale chiede di rendere visibile, è multidimensionale:
- Medico: prurito cronico, lesioni, riacutizzazioni imprevedibili, notti interrotte.
- Sociale: stigma, sguardi, la fatica di spiegare agli altri che non è contagiosa.
- Economico: creme, terapie, visite specialistiche, giornate di lavoro perse.
- Psicologico: ansia, frustrazione, in alcuni casi isolamento.
Oltre 230 milioni di persone nel mondo convivono con la dermatite atopica. In Italia sono oltre 30.000 i pazienti che, attraverso ANDeA, chiedono da tempo che questo peso venga riconosciuto per quello che è: non un fastidio estetico, ma una condizione che pesa sulla vita intera.
Dalle parole ai diritti: la richiesta di ANDeA
Rompere il peso invisibile significa anche cambiare le politiche che, oggi, lasciano la dermatite atopica fuori da strategie sanitarie, bandi di finanziamento e sistemi di raccolta dati. Senza dati, senza riconoscimento formale, il peso della malattia resta statisticamente invisibile anche alle istituzioni che dovrebbero tutelare chi la vive.
Per questo ANDeA ha lanciato una raccolta firme che chiede alle Istituzioni italiane sei cambiamenti concreti:
- Riconoscere la dermatite atopica come malattia cronica e invalidante.
- Garantire percorsi di cura equi e uniformi su tutto il territorio nazionale.
- Favorire un approccio terapeutico personalizzato.
- Assicurare tutele economiche per pazienti e famiglie.
- Promuovere la formazione dei clinici per una presa in carico consapevole del paziente.
- Istituire una Giornata Nazionale della Dermatite Atopica.
Sei richieste che nascono direttamente dalle esperienze di chi convive con la DA, raccolte e portate all’attenzione del Parlamento. Sei richieste che, se accolte, trasformerebbero il peso invisibile in un percorso di cura riconosciuto, equo e sostenibile.
Il 14 settembre non è solo una data da segnare in calendario. È il giorno in cui la voce di ogni singolo paziente può contare per il riconoscimento di tutti.
Firma la petizione, condividila con chi conosci, parla della dermatite atopica per quello che è davvero: non un’eruzione cutanea, ma una malattia cronica che merita diritti, tutele e cure adeguate.
Ogni firma è un passo per spezzare il peso invisibile della dermatite atopica. Aggiungi la tua.
Firma qui la petizione di ANDeA

